Andria e i dieci conventi, viaggio dentro la fede – Seconda puntata
La fantasia ci aiuta a immaginare i bellissimi conventi presenti nella nostra città.
Continua il viaggio alla scoperta dei tanti ordini conventuali presenti nella nostra città. A cambiare le sorti dei conventi locali e nazionali è il decreto del 1809 di Gioacchino Murat che prevedeva la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei beni ecclesiastici. I soldi ricavati dalla vendita dei beni servivano per eseguire alcuni lavori pubblici e rimpinguare le casse dello Stato; mentre i locali dei conventi soppressi servirono a rimediare in parte alla grave carenza di strutture pubbliche, infatti spesso erano destinati ad accogliere ospedali, scuole, orfanotrofi, caserme, carceri, tribunali, o a ospitare gli stessi municipi.
Tra i vari conventi presenti ad Andria c’era quello dei frati francescani cappuccini, la cui costruzione, fuori dalle antiche mura, risale al 1577 per volere di Vincenzo Carafa e di donna Adriana Carafa. Confiscato nel 1866, fu ristrutturato per essere sede del Presidio militare, fino a quando nel 1935 fu trasformato nell’attuale ospedale “Bonomo”.
La costruzione del monastero dei padri benedettini cassinesi, iniziò il 1581 sotto il duca Fabrizio II Carafa in seguito alla scoperta dell’icona della Madonna dei Miracoli nella laura di Santa Margherita. L’edificio che si trovava fuori dalla antiche mura, era annesso al santuario e contava circa 35 monaci. Quando fu confiscato, il bellissimo coro ligneo del XVII secolo che si trovava al suo interno, fu svenduto alla cattedrale di Bisceglie. In seguito alla confisca, il monastero prima divenne orfanotrofio, poi, acquistato dall’amministrazione provinciale nel 1872, fu trasformato in Colonia agricola. Nel dopoguerra divenne sede dell’Istituto Tecnico Agrario.
Il convento dei Fatebenefratelli o frati di San Giovanni di Dio, annesso alla chiesa di Santa Maria di Porta Santa, non era esattamente un convento ma piuttosto un edifico civile, donato per la gestione dell’ospedale di Santa Maria dei Miracoli. Costruito nel 1634 per volere di Mon Franceschini, fu poi confiscato. Successivamente, l’ospedale fu trasferito in via Bartolomeo e nel 1834 in via Quarti (l’ Ospedale Vecchio) dove i locali furono nuovamente adibiti ad abitazione civile.
Altro convento è quello dei padri carmelitani con annessa chiesa della Madonna del Carmelo. Le donazioni di Flavio de Excelsis, permisero di terminare i lavori di costruzioni del convento nel 1741. Requisito dal governo napoletano per divenire ospedale civile della Puglie (funzione che conservò sotto i Borbone) fu restituito all’autorità religiosa nel 1839 e grazie a monsignor Cosenza divenne seminario diocesano.
Terminato nel 1582 il monastero delle Reverende Madri Benedettine Cassinesi con annessa chiesa dedicata alla SS Trinità, ospitava 45 monache. Dotato di ampio chiostro centrale, sorgeva accanto alla chiesa Cattedrale, che conserva oggi il suo portale. Il monastero fu soppresso nel 1866 e abbandonato definitivamente dalle monache nel 1914. Inizialmente destinato ad asilo infantile e a scuola femminile di lavoro, fu abbattuto nel 1937 insieme alla chiesa perché gravemente danneggiato a causa delle infiltrazioni di acqua.
Il convento conservatorio dedicato all’Immacolata Concezione, serviva ad assistere le ragazze orfane e povere di Andria. Fu istituito nel 1712 per volontà del vescovo Nicola Adinolfi e della duchessa Aurelia Imperiali di Francavilla. Fu acquistato per l’occasione il Palazzo de Excelsis per 2000 ducati e affidato prima alle madri domenicane e poi alle suore di Sant’Anna. Il convento, così come il Monastero delle Benedettine non subì confisca per particolari disposizioni sui conventi femminili previste nella legge murattiana. La chiesa dedicata all’Immacolata Concezione, ora dismessa al culto, è quella di fronte a Palazzo Ceci in via Flavio Giugno. Oggi di tutti questi conventi non ci restano che alcuni documenti d’archivio e la fantasia che ci aiuta a immaginarli.
© Il Domani Andriese - 2009

giovedì, 9 settembre 2010
















