Casa Accoglienza, la speranza nel cuore di Andria
Tutti i numeri 2009 del disagio sociale: povertà, minori immigrazione l’impegno di ogni giorno di tanti vololontari.
Il disagio sociale ad Andria c’è. E si vede pure. A parlare sono i numeri della Casa Accoglienza Santa Maria Goretti relativi all’attività 2009. Lo scorso anno sono stati 103mila i pasti serviti. Significa che nei sette giorni della settimana mediamente 280 persone ogni giorno si rivolgono alla Casa Accoglienza Santa Maria Goretti per mangiare qualcosa alla mensa o per un piatto caldo a domicilio.
Trend in crescita anche per il sacchetti viveri, oltre 4300 per gli adulti e 900 circa per i neonati. Non solo: ci sono anche le prestazioni mediche (oltre 2600), le docce (circa 14mila), gli indumenti, la consulenza legale e l’assistenza sanitaria. Santa Maria Goretti è tutto questo, un punto di speranza nel cuore di Andria, alimentato da 96 volontari fissi e altri 976 che provengono dalle comunità ecclesiali, scolastiche, dalle scuole e dal mondo dell’associazionismo. Tanta gente.
Eppure non basta. Perché il disagio ad Andria è grande. E lo conferma anche don Geremia Acri, responsabile della Casa Accoglienza Santa Maria Goretti. “È difficile quantificarlo – dice al Domani Andriese – ma è senza dubbio grande. Fortunatamente Andria tiene perché ci sono tante persone che aiutano gli altri. Per quanto riguarda la parte ecclesiale davvero si fa tanto come anche per la parte pubblica. Almeno per le persone impegnate nel settore sociosanitario. Si è creata una collaborazione nel corso degli anni e ci si è stimolati a vicenda per risolvere i problemi delle persone”.
Ma c’è sempre tanto. “È vero. Chi ha responsabilità politiche non deve pensare che c’è una povertà di centrosinistra e una povertà di centrodestra. Casa Accoglienza non è né della Chiesa né degli atei”.
Povertà, immigrazione, disagio minori. Dove c’è da lavorare di più in questo momento? “Su tutti i fronti – osserva don Acri, aggiungendo che – anche se il disagio minorile è tanto. Andria, si sa, è piena di ragazzi che spacciano. Le forze dell’ordine quasi ogni giorno arrestano qualcuno. Però bisogna lavorare su ogni fronte. Ad esempio sostenendo l’immigrato che spesso vive una situazione al limite della decenza umana. E non si può fare finta, dicendo ‘rimpatriamo’ perché mai nessuno viene rimpatriato perché è una falsità. Perché, poi, i clandestini, gli invisibili restano comunque in Italia.
C’è una silenziosa ma numerosa comunità che lavora a Santa Maria Goretti. Ma gli altri andriesi, quelli che vivono la loro vita all’esterno delle mura di via Quarti, come vivono il lavoro di Casa Accoglienza? “C’è una buona parte degli andriesi – aggiunge don Acri – che ci ammira che sostiene, non solo economicamente ma anche con la vicinanza. Ma ci sono anche tanti andriesi che non conoscono questa realtà. Ci sono altri che fanno finta di niente e altri che dicono che è tutto falso. Bisognerebbe mettere il naso fuori dalla propria porta per capire quanto bisogno ci sia. Per questo la povertà ci appartiene e ci deve interessare e non può essere etichettata come qualcosa di parte”.
© Il Domani Andriese - 2009

venerdì, 3 settembre 2010
















