Torri eoliche, Alta Murgia: “Nel parco non ce ne sono”

Il presidente Pugliese chiarisce la posizione dell’Ente dopo l’indagine della Procura di Bari.

Pale eoliche.

“Neanche una sola torre eolica è stata impiantata nel territorio del Parco Nazionale dell’Alta Mugia”: lo afferma in un comunicato il presidente dell’Ente Girolamo Pugliese, in relazione all’indagine che la procura di Bari ha avviato per falso e violazione delle norme ambientali nella realizzazione in quell’area di un parco eolico.

“Quattro anni fa – dice Pugliese – fui costretto addirittura a fare personalmente un sopralluogo nel territorio di Minervino Murge per impedire l’installazione di quattro torri che la Regione sosteneva fossero state autorizzate dal Parco”.

“Dopo quel tentativo di coinvolgere l’Ente in un’euforica ed interessata politica di insediamenti di fonti di energia alternativa – aggiunge Pugliese – abbiamo segnalato a tutte le amministrazioni competenti in materia di impianti energetici e di valutazioni ambientali, in particolar modo alla Regione Puglia, che la realizzazione degli impianti eolici per la produzione industriale di energia fuori dal Parco ma nella Zona di Protezione Speciale Murgia Alta non era stata preceduta da un’adeguata valutazione della loro incidenza sugli habitat naturali, sulle specie e sugli habitat di specie che distinguono una delle più grandi ed importanti Zps d’Europa. Siamo stati inascoltati, se non liquidati con supponenza ed arroganza”.

“Oggi – continua il presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia – quando gran parte degli impianti sono stati ormai realizzati lungo i confini del Parco, scoppia un bubbone che sarebbe dovuto esplodere anni fa se anche le forze di sorveglianza del territorio avessero compiuto indagini accurate e preventive”.

La posizione dell’Ente Parco – si ricorda nel comunicato – in merito all’incompatibilità degli impianti industriali per la produzione di energia da fonti rinnovabili con le norme di tutela delle aree naturali protette, contenute nella legge n.394/1991 e nelle direttive comunitarie 79/409 Uccelli e 92/43 Habitat, è stata più volte ribadita in documenti ufficiali pubblicati e trasmessi alla Regione Puglia a partire dal 2006.

“La scelta netta, chiara e solitaria dell’Ente – conclude Pugliese – sta comportando un impegno notevole in sede giudiziaria amministrativa, dove sono stati impugnati i provvedimenti di diniego alla realizzazione di impianti, ed in sede penale dove il Parco si è costituito parte offesa e parte civile”.

"Neanche una sola torre eolica è stata impiantata nel territorio del Parco
Nazionale dell'Alta Mugia": lo afferma in un comunicato il presidente dell'Ente

Girolamo Pugliese, in relazione all'indagine che la procura di Bari ha avviato
per falso e violazione delle norme ambientali nella realizzazione in quell'area
di un parco eolico. "Quattro anni fa - dice Pugliese - fui costretto
addirittura" a fare "personalmente un sopralluogo nel territorio di
Minervino
Murge per impedire l'installazione di quattro torri che la Regione sosteneva
fossero state autorizzate dal Parco". "Dopo quel tentativo di coinvolgere
l'Ente in un'euforica ed interessata politica di insediamenti di fonti di
energia alternativa - aggiunge Pugliese - abbiamo segnalato a tutte le
Amministrazioni competenti in materia di impianti energetici e di valutazioni
ambientali, in particolar modo alla Regione Puglia, che la realizzazione degli
impianti eolici per la produzione industriale di energia fuori dal Parco ma
nella Zona di Protezione Speciale 'Murgia Alta' non era stata preceduta da
un'adeguata valutazione della loro incidenza sugli habitat naturali, sulle
specie e sugli habitat di specie che distinguono una delle più grandi ed
importanti Z.P.S. d'Europa. Siamo stati inascoltati, se non liquidati con
supponenza ed arroganza". "Oggi - continua il presidente dell'Ente Parco
Nazionale dell'Alta Murgia - quando gran parte degli impianti sono stati ormai
realizzati lungo i confini del Parco, scoppia un bubbone che sarebbe dovuto
esplodere anni fa se anche le forze di sorveglianza del territorio avessero
compiuto indagini accurate e preventive".
La posizione dell'Ente Parco - si ricorda nel comunicato - in merito
all'incompatibilità degli impianti industriali per la produzione di energia da
fonti rinnovabili con le norme di tutela delle aree naturali protette,
contenute nella legge n.394/1991 e nelle Direttive comunitarie 79/409 'Uccelli'
e 92/43 'Habitat', è stata più volte ribadita in documenti ufficiali pubblicati
e trasmessi alla Regione Puglia a partire dal 2006. "La scelta netta, chiara e
solitaria dell'Ente - conclude Pugliese - sta comportando un impegno notevole
in sede giudiziaria amministrativa, dove sono stati impugnati i provvedimenti
di diniego alla realizzazione di impianti, ed in sede penale dove il Parco si è
"Neanche una sola torre eolica è stata impiantata nel territorio del Parco

Nazionale dell'Alta Mugia": lo afferma in un comunicato il presidente dell'Ente

Girolamo Pugliese, in relazione all'indagine che la procura di Bari ha avviato

per falso e violazione delle norme ambientali nella realizzazione in quell'area

di un parco eolico. "Quattro anni fa - dice Pugliese - fui costretto

addirittura" a fare "personalmente un sopralluogo nel territorio di

Minervino

Murge per impedire l'installazione di quattro torri che la Regione sosteneva

fossero state autorizzate dal Parco". "Dopo quel tentativo di coinvolgere

l'Ente in un'euforica ed interessata politica di insediamenti di fonti di

energia alternativa - aggiunge Pugliese - abbiamo segnalato a tutte le

Amministrazioni competenti in materia di impianti energetici e di valutazioni

ambientali, in particolar modo alla Regione Puglia, che la realizzazione degli

impianti eolici per la produzione industriale di energia fuori dal Parco ma

nella Zona di Protezione Speciale 'Murgia Alta' non era stata preceduta da

un'adeguata valutazione della loro incidenza sugli habitat naturali, sulle

specie e sugli habitat di specie che distinguono una delle più grandi ed

importanti Z.P.S. d'Europa. Siamo stati inascoltati, se non liquidati con

supponenza ed arroganza". "Oggi - continua il presidente dell'Ente Parco

Nazionale dell'Alta Murgia - quando gran parte degli impianti sono stati ormai

realizzati lungo i confini del Parco, scoppia un bubbone che sarebbe dovuto

esplodere anni fa se anche le forze di sorveglianza del territorio avessero

compiuto indagini accurate e preventive".

La posizione dell'Ente Parco - si ricorda nel comunicato - in merito

all'incompatibilità degli impianti industriali per la produzione di energia da

fonti rinnovabili con le norme di tutela delle aree naturali protette,

contenute nella legge n.394/1991 e nelle Direttive comunitarie 79/409 'Uccelli'

e 92/43 'Habitat', è stata più volte ribadita in documenti ufficiali pubblicati

e trasmessi alla Regione Puglia a partire dal 2006. "La scelta netta, chiara e

solitaria dell'Ente - conclude Pugliese - sta comportando un impegno notevole

in sede giudiziaria amministrativa, dove sono stati impugnati i provvedimenti

di diniego alla realizzazione di impianti, ed in sede penale dove il Parco si è

costituito parte offesa e parte civile".

costituito parte offesa e parte civile".

© Il Domani Andriese - 2009

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