Banca del Sud, Pugliese (Uil): “Ossigeno vero, non solo parole”

Il commento del segretario regionale del sindacato dopo la presentazione del comitato promotore dell’istituto di credito.

Banca del Mezzogiorno.

Banca del Mezzogiorno.

“Il Mezzogiorno ha bisogno di ossigeno, vero, non di progetti a lunga scadenza che potrebbero rimanere solo parole”. Così Aldo Pugliese, segretario generale della Uil di Puglia e di Bari, commenta la presentazione del comitato promotore della Banca del Sud da parte del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.

“Sul nostro territorio è ancora buio – sostiene Pugliese – perché dalle tappe indicate, la Banca del Mezzogiorno avrà il proprio piano industriale per l’estate. In autunno dovrebbe arrivare l’autorizzazione dalla Banca d’Italia ed entro l’anno, si spera, qualche forma di operatività: troppo tardi per il tessuto industriale della Puglia. La nostra regione ha bisogno di risorse finanziarie vere ed immediate da inserire nel tessuto produttivo, per far ripartire l’economia e far crescere l’occupazione”.

Secondo Pugliese bisognerebbe partire da fatti concreti: “Il Governo Centrale ci propone la Banca del Mezzogiorno – dice il numero uno del sindacato – ma, allo stesso tempo, dimentica che risorse pari a 3,1 miliardi di euro sono bloccate, in quanto il Cipe non approva il Piano Attuativo Regionale per la Puglia. E non dobbiamo dimenticare, inoltre, che le risorse del FAS (Fondo per le Aree Sottoutilizzate) sono state utilizzate per tutto, tranne che per gli scopi appropriati”.

Infine, un altro punto interrogativo: “La Banca del Mezzogiorno, – conclude Pugliese – opererà con la raccolta fatta sul mercato del risparmio. Ancora una volta, da parte delle Istituzioni, si cerca di rimescolare le carte e di non affrontare, correttamente, i problemi per individuare ed attuare le giuste soluzioni. Sarebbe, invece, sicuramente utile ripristinare il credito d’imposta, una misura finalizzata ad alleggerire il peso del fisco a quelle imprese virtuose che investono e creano buona e nuova occupazione, unico vero motore dell’economia”.

© Il Domani Andriese - 2009

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2 Commenti

  1. Andria per ben 17 anni è stata sottogovernata. Il mal governo ha incentivato non solo la criminalità ma ha permesso anche a funzionari della p.a. di approfittare concedendo deroghe che non gli spettavano, sconfinando nell’abuso di potere. E ogni volta che c’è abuso di potere, la cronaca giornaliera ci insegna che qualcuno approfitta personalmente.
    Una zona PIP che non funziona. Lotti assegnati a coloro che da anni non costruiscono precludendo la possibilità a chi vuole realizzare…i funzionari del Comune… sonnecchiano sul problema.
    Un ospedale territoriale in pieno centro che, per raggiungerlo con i mezzi di soccorso, devi fare una fila di 20 minuti per dare precedenza ad un treno e, quando raggiungi il pronto soccorso… quanto è “pronto”?
    Una ferrovia secondaria che spacca a metà una città di 100 mila abitanti… da anni tutte le giunte che si sono susseguite hanno speso soldi per i progetti, lasciati nel cassetto a marcire insieme ai soldi e alla fiducia dei cittadini.

    E che dire della manutenzione del “verde pubblico”: denaro speso per alberi non adatti alla zona, piante fiorite di cui non si prevede la manutenzione e nel giro di pochi giorni o scompaiono o appassiscono o si confondono tra alte erbacce ed escrementi di cani, i cui padroni non incorrano mai in alcuna sanzione.

    E’ possibile che un comune cittadino che si impegna nel lavoro, nella famiglia, nella educazione dei figli e nella vita quotidiana, risente di queste inadempienze mentre per un futuro primo cittadino e relativi assessori siano solo una bandiera da sventolare durante questa o quella campagna elettorale?

    E’ vero che il cambiamento è un giustiziere che rimette sempre in discussione i privilegi acquisiti e le benemerenze impolverate, però premia chi lo ama e punisce chi si aggrappa al passato fornendo sempre nuove chances di rivincita a chi ha voglia di lottare come me a 57 anni.

  2. Banca del Sud !!!!???? Rosario Amico Roxas

    Sulla Banca del Sud il ruolo dello Stato è quello del promotore – spiega Berlusconi – Non è un carrozzone pubblico, ma sono presenti anche privati.
    (Il Messaggero 11.marzo 2010)
    ****************

    Come no ?
    Si tratta dei medesimi privati che hanno goduto dello scudo fiscale, per cui non si saprà mai da dove provengono quei quattrini sanati e trasformati in vergini banconote.
    Le tappe del malaffare, delle speculazioni sono chiarissime
    1) Scudo fiscale,
    2) Grandi opere,
    3) Banca del Sud,
    4) Privatizzazione dei beni primari (già iniziata con l’acqua),
    5) Controllo della stampa (già in fase avanzata),
    6) censura delle TV, già in fase avanzatissima,
    7) uso di mezzi coercitivi e violenti (La Russa ministro della difesa basta per tutti !!!! e lo abbiamo visto e sentito !).
    8) Repubblica presidenziale con poteri senza limiti ad un incensurato,,, rimasto tale per essere riuscito a neutralizzare i processi a suo carico !
    Tutto ciò darà una grande spinta al progetto P2ista di restringere almeno l’80% del patrimonio nazionale
    in mano a non oltre il 15% della popolazione, composta di amici, amici degli amici, soci, compari e complici.
    E’ il progetto di Gelli (applicato in Argentina) per tenere sotto costante ricatto l’intera nazione, attraverso il controllo minuzioso di ogni aspetto economico, sociale e, quindi, politico… altro che liberismo… questo è fascismo allo stato puro.

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