Non è stato un assedio vero e proprio ma ieri l’atmosfera sotto Palazzo di Città è stata molto preoccupante. Oltre cinquecento persone si sono ritrovate sotto il Municipio dopo le 18 accorrendo alla spicciolata per esprimere il proprio disappunto per l’incremento della tassa sui rifiuti solidi urbani che è aumentata di una percentuale che varia tra il 30 e il 40% (clicca qui per leggere). Molti hanno provato a forzare il muro di agenti di Polizia Municipale fatti accorrere velocemente visto che la situazione incominciava a farsi tesa. I manifestanti, più volte, hanno provato a sfondare il cordone di vigili a protezione delle due scalinate per entrare a Palazzo di Città, al cui interno è rimasto bloccato il sindaco che non è uscito a parlare con i manifestanti.
Scene di vera e propria tensione con le forze dell’ordine impegnate ad tenere sotto controllo la situazione, tra cui alcuni uomini della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, fino agli agenti di Polizia guidati dal commissario Massimo Modeo sul posto a coordinare i suoi uomini.
La situazione si è fatta più tesa verso le 20 dopo che una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal sindaco ed è tornata in piazza a riferire sull’esito dell’incontro. Nel corso del colloquio, è stato fatto presente al primo cittadino della particolare situazione economica in cui versano molte famiglie andriesi e che l’aumento della Tarsu è un’ulteriore stangata ai danni dei contribuenti della città federiciana. Giorgino ha ascoltato le opionini della delegazione, cittadini non appartenenti ad alcune sigla organizzata, e ha detto che l’amministrazione comunale ha approvato la possibilità di dilazionare il pagamento della Tarsu in dieci rate (clicca qui per leggere) ma altro non si può fare.
Dopo che uno di loro è sceso a riferire agli altri la tensione ha raggiunto i livelli più alti con i manifestanti che provano a rompere il cordone di agenti su un lato della scalinata di Palazzo di Città. Poi si sono spostati dal lato di via San Francesco, anche in questo caso senza esito, prima di un terzo tentativo che non ha sortito effetto.
Non una bandiera di partito, poche “solite facce”, non la sigla di un’associazione sindacale o di qualcunque altra estrazione culturale per una contestazione che assume un significato che va ben oltre la prova di forza di qualche “Masaniello” nostrano. E su questo la politica andriese deve interrogarsi a lungo.
Ma la protesta è stata davvero tesa. A farne le spese chi scrive. Nel tentativo di scattare fotografie è stato spintonato alle spalle vigliaccamente da qualche esagitato. Probabilmente non è stato gradito il fatto che facciamo il nostro lavoro e documentiamo quello che succede. Volevano farci saltare di mano la macchina fotografica, rimasta ben salda in mano.
A finire per terra sono stati gli occhiali, calpestati da chi in quel momento tentava di forzare il blocco. Il responsabile si è disperso nella massa mentre noi raccoglievamo lenti, montatura e stanghette, tutto in frantumi. Un modo vigliacco di agire, specchio dei tempi che stiamo vivendo e del clima di tensione sociale che si respira ad Andria. Cosa sta succedendo a questa città?


























strano che una tale civile e affollata protesta contro il Sindaco sia stata completamente “oscurata” dalla stampa, dalle TV e da altri portali internet cittadini che sono molto solerti a pubblicare notizie cittadine quali l’incontro del nostro Sindaco con il questore o il sopralluogo dell’amministrazione a San Valentino. Strana coincidenza!!!
Lo stai scrivendo sull’unico portale che ha riportato la notizia della manifestazione.
Da quello che ho constatato non e’ stata assolutamente civile come protesta…
inciviltà?avete notato cariche, lacrimogeni, ma dai……falso che non sia stato riportato da altre fonti……….e/o portale…..purtroppo questo evidenzia che la gente non sopporta più i privilegi della casta……….sveglia!!!!!!!!!!!