“Discarica in zona Trinità, la politica si muova”

L’appello di associazioni e movimenti per scongiurare danni ambientali in contrada “Case Rosse”.

Rifiuti

Discarica alle porte di Andria: è preoccupazione. In una lettera indirizzata al sindaco Nicola Giorgino, agli assessori, ai consiglieri comunali e alla commissione ambiente, Il Movimento Consumatori, Andria Città Sana, Andria è tua, Legambiente Andria, Wwf Andria chiedono interventi urgenti per evitare quello che viene considerato un danno ambientale. La discarica, in località “Case Rosse” è a ridosso delle case periferiche in zona Trinità della città di Andria ed è “una delle discariche più imponenti del territorio, un ecomostro esteso 164mila metri quadri di cui il 70% destinati allo stoccaggio e allo smaltimento finale dei rifiuti, per una capacità di 3,7 milioni di metri cubi”.

Secondo studi e pareri tecnici della Provincia Barletta – Andria – Trani, “questa discarica non sembra assicurare la dovuta tenuta atta a impedire la contaminazione delle falde sottostanti da eventuali percolati. È altissima la preoccupazione tra i contadini e i residenti del territorio per le ricadute in termini di inquinamento delle colture agricole, patrimonio del nostro territorio, da una tale vicinanza”.

Le associazioni ritengono che sia necessario che gli amministratori andriesi “si oppongano a tale scempio del territorio e si schierino dalla parte della tutela della salute. Facciamo un accorato appello ai consiglieri comunali di maggioranza a minoranza perché discutano e prendano posizione su tale pernicioso provvedimento“.

Le associazioni si dicono disponibili ad un’audizione in commissione ambiente e ricordano che “in data 28 novembre 2011 è stata presentata una richiesta di convocazione di consiglio comunale monotematico per discutere della discarica in oggetto. Perché non è stato ancora convocato? Facciamo altresì un accorato appello ai cittadini volenterosi – concludono le associazioni – perché si preoccupino della sorte del nostro territorio, della salvaguardia della nostra stessa salute, del futuro delle nuove generazioni a cui questo territorio va riconsegnato”.

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