“Finalmente leggiamo (con grande piacere) che il consigliere regionale Nino Marmo della Pdl nel ricostruire la vicenda del canalone Ciappetta-Camaggio e dei finanziamenti persi, evidenzia il pressapochismo e la superficialità con cui tale questione è stata gestita dai vari presidenti di provincia, tra cui quello della Bat Francesco Ventola, comportando un evidente danno per il nostro territorio”.
Lo afferma in una nota il movimento politico l’Alternativa che, sottolineando le parole del consigliere regionale andriese cita “un’altra sciatteria istituzionale che vede, come al solito, i cittadini andriesi (ed anche di altre città) pagare con le proprie tasche la inattività e la inefficienza del nostro sindaco Giorgino nella gestione dei rifiuti di Andria”.
Il riferimento e all’ecotassa regionale stabilita dalle Regione per i Comuni dell’Ato 1 di cui anche Andria fa parte. “Dalle lettura della determinazione si evince in maniera inequivocabile che a causa di inesattezze formali nella documentazione, di omissioni di comunicazioni, di inadempienze varie da parte del comune di Andria e delle altre città dell’Ato1 il nostro comune e, quindi, gli andriesi dovranno pagare un contributo ecotassa doppio rispetto a quello determinato per altre città pugliesi”.
Secondo l’Alternativa gli andriesi pagheranno 300mila euro in più. “E questo solo perché il nostro sindaco Giorgino e gli altri suoi colleghi non hanno saputo compilare correttamente i moduli da inviare alla Regione Puglia o non li hanno affatto inviati; tutto ciò nonostante il nostro comune è “sommerso” di consulenti vari lautamente remunerati” afferma il movimento politico di opposizione. Poi l’appello al presidente del consiglio comunale. “Quindi, egregio presidente Marmo prenda atto che questi, purtroppo, sono i nostri amministratori e mentre la povertà ed il disagio dilagano nella nostra città e si aumenta la Tassa dei Rifiuti del 40% chiedendo enormi sacrifici ai cittadini, c’è chi non riesce a svolgere le più elementari attività che potrebbero quantomeno far risparmiare centinaia di migliaia di euro alle casse comunali, oramai cronicamente vuote da circa due anni a questa parte”.























