Su 1.123 comuni italiani, è Monteparano, in provincia di Taranto, l’unico in Puglia ad aver superato il 65% di raccolta differenziata. L’intera Regione si piazza tra le peggiori con una media del 0,4% mentre la media nazionale stimata è del 13,9%.
È quanto emerge da un’indagine di Legambiente che premia i “Comuni Ricicloni” che hanno raggiunto alte percentuali di differenziata. Il Nord vanta la presenza dell’88,81% dei comuni premiati seguito dal 5,88% complessivo tra Sud e isole. Fanalino di coda il centro con solo il 5,25% degli oltre mille comuni premiati.
“Nella nostra regione continua la dittatura delle discariche”, ha dichiarato il presidente di Legambiente Puglia Francesco Tarantini spiegando che la differenziata “è ferma a percentuali troppo basse rispetto agli obiettivo di legge, per non parlare del trend decisamente negativo dei capoluogo di provincia”.
Il mancato raggiungimento di alte percentuali nella raccolta differenziata non solo è nocivo per l’ambiente e la salute ma è anche costoso. I comuni inadempienti si ritroverebbero a dover pagare ecotasse che andrebbero a gravare ulteriormente su bilanci già messi a dura prova dalla recessione economica.
Proprio per far fronte alla necessità di dover raggiungere il 65% di differenziata entro fine 2013, il primo settembre prenderà il via ad Andria e Canosa il nuovo servizio di raccolta rifiuti porta a porta, nato da un bando da 90 milioni di euro, per il quale l’azienda aggiudicatrice Sangalli ha previsto una campagna informativa sul territorio che partirà nei mesi di luglio e agosto.
Ad oggi, la città dell’olio è ferma al 10,79% di differenziata prodotta nei primi cinque mesi dell’anno, una media in calo più di un punto rispetto al 11,91% dell’intero 2011. Ce n’è di strada da fare per trasformare Andria in un “comune riciclone” e gli ostacoli non sono pochi. Su tutti la probabile resistenza al cambiamento degli andriesi che finite le vacanze estive dovranno fare i conti fra meno di due mesi con l’assenza di bidoni per le strade e con i kit per differenziare i rifiuti in casa.
Per far in modo che anche Andria, fra due anni, riceva il premio di Legambiente, sarà essenziale il ruolo dei cittadini che dovranno cambiare abitudini e approcci alla gestione dei rifiuti in una regione tra la più colpite da reati ambientali e discariche abusive.